A Roma, nella cornice del Palazzo del Pio Sodalizio dei Piceni, la presentazione di “Finché durerà la terra” si è trasformata in un momento di alto profilo culturale e istituzionale, capace di riunire avvocatura, magistratura, accademia e rappresentanti delle istituzioni attorno a una riflessione condivisa sul rapporto tra società, potere e dimensione umana
Ieri il Presidente UNCC Avv. Alberto Del Noce e il Vicepresidente UNCC Avv. Marco Di Benedetto hanno avuto il piacere di partecipare, a Roma, alla presentazione del libro “𝐹𝑖𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑑𝑢𝑟𝑒𝑟𝑎̀ 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎” di 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨, giornalista, scrittore, autore televisivo e, dal 2015, Consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’incontro si è svolto nella splendida cornice del Palazzo del 𝑃𝑖𝑜 𝑆𝑜𝑑𝑎𝑙𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑃𝑖𝑐𝑒𝑛𝑖, luogo di grande fascino e storia, ed è stato seguito da un momento conviviale presso il suggestivo 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑒 𝐶𝑖𝑟𝑐𝑜𝑙𝑜 𝐶𝑎𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑇𝑒𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑅𝑒𝑚𝑜 di Roma.
Artefice dell’importante iniziativa è stato l’Avv. Roberto Fusco, Presidente della Camera Civile di Brindisi, al quale va un sentito ringraziamento per aver promosso un’occasione di confronto culturale di alto profilo, capace di unire letteratura, riflessione civile e relazioni istituzionali. Merita, in particolare, di essere sottolineata la sua straordinaria capacità di riunire, attorno a questa iniziativa, autorevoli giuristi, accademici, magistrati, rappresentanti delle Istituzioni, ambasciatori e importanti professori universitari.
La presenza di figure di così grande rilievo — tra cui il Primo Presidente della Corte di Cassazione, il Presidente della Corte Costituzionale, autorevoli esponenti del mondo diplomatico, della magistratura e dell’Università — ha conferito all’incontro un valore che è andato ben oltre la presentazione di un libro, trasformandolo in una significativa occasione di dialogo tra cultura, diritto, istituzioni e società civile.

“𝐹𝑖𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑑𝑢𝑟𝑒𝑟𝑎̀ 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎” è un romanzo avvincente, intelligente e profondamente umano. Attraverso la figura di Noè Simenoni, personaggio fragile, autoironico e irrisolto, Giovanni Grasso costruisce una narrazione che diverte, commuove e inquieta, interrogando il lettore sul rapporto tra religiosità autentica e uso strumentale del sacro, tra bisogno di credere e necessità di dubitare.
Una storia nella quale misticismo, potere, fragilità personali, condizionamenti psicologici e interessi molto terreni si intrecciano in modo originale, offrendo non solo una lettura coinvolgente, ma anche uno spunto prezioso per riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo.

Occasioni come questa confermano quanto il dialogo tra avvocatura, cultura, istituzioni e società civile rappresenti uno spazio essenziale di crescita comune e di consapevolezza collettiva.