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L’avvocato torni protagonista del processo civile: le proposte dell’Unione Nazionale delle Camere Civili

Dalla Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato, l’UNCC presenta il documento programmatico illustrato dal presidente Alberto Del Noce: sei linee di lavoro per rendere più efficiente la giustizia civile e restituire centralità al ruolo dell’avvocato nel processo

Il 12 marzo 2026, presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, l’Unione Nazionale delle Camere Civili ha presentato il documento “L’avvocato torni protagonista del processo civile – Proposte per rendere più efficiente la giustizia civile”, illustrato nella relazione introduttiva del presidente Avv. Alberto Del Noce.

Il testo affronta uno dei nodi strutturali del sistema giudiziario italiano: la crisi di fiducia dei cittadini nella giustizia civile e le conseguenze economiche e sociali di un processo percepito come lento, distante e spesso eccessivamente formalizzato.

Nel documento si sottolinea come l’efficienza del sistema giudiziario non possa essere valutata soltanto attraverso indicatori quantitativi o obiettivi statistici, ma debba misurarsi anche sulla qualità della tutela dei diritti e sulla capacità del processo di rimanere comprensibile e vicino ai cittadini.

Partendo dai dati più recenti sulla fiducia degli italiani nelle istituzioni e sull’impatto economico della lentezza della giustizia civile, la relazione evidenzia come i ritardi del sistema possano incidere sulla competitività del Paese, sugli investimenti e sull’accesso al credito per le imprese. Allo stesso tempo, viene riconosciuto lo sforzo compiuto negli ultimi anni nell’ambito degli obiettivi del PNRR per la riduzione dell’arretrato civile.

Nel documento si sviluppa anche una riflessione critica sull’assetto del processo civile dopo la riforma Cartabia. Pur riconoscendone l’impianto volto ad accelerare i tempi della giustizia, l’UNCC segnala alcuni rischi derivanti dall’eccessiva anticipazione delle preclusioni processuali, dalla crescente standardizzazione degli atti e dalla progressiva marginalizzazione della trattazione orale.

Secondo l’Unione Nazionale delle Camere Civili, la prospettiva di una giustizia civile realmente efficiente non può prescindere dal riconoscimento della centralità dell’avvocato quale figura di mediazione tra il cittadino e il sistema giurisdizionale, capace di tradurre la complessità delle vicende umane nel linguaggio del diritto e di contribuire alla qualità del contraddittorio.

Nel documento vengono quindi presentate sei linee di lavoro rivolte al legislatore e agli operatori della giustizia, tra cui:

  • una revisione della rigidità della fase introduttiva e istruttoria del processo civile;
  • una riflessione sul riparto di competenze e sul ruolo dei giudici di pace;
  • il recupero della centralità dell’oralità nel processo;
  • la valorizzazione della professionalità dell’avvocato anche attraverso strumenti di semplificazione procedurale;
  • la limitazione della responsabilità civile dell’avvocato ai casi di dolo o colpa grave;
  • l’estensione del principio di equa distribuzione degli incarichi giudiziari anche alle custodie.

L’obiettivo indicato dall’UNCC è quello di contribuire a una riforma del processo civile che sappia coniugare efficienza, qualità della decisione e fiducia dei cittadini nella giurisdizione, restituendo al processo la sua dimensione di dialogo tra le parti, i difensori e il giudice.

Il documento integrale è disponibile qui:

👉 Leggi il documento completo: “L’avvocato torni protagonista del processo civile”