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Dopo Milano, Del Noce (UNCC): «La giustizia del futuro non può restare negli edifici del passato»

Il presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili torna sulle condizioni delle sedi giudiziarie dopo il crollo del controsoffitto dell’aula bunker di Milano: «Molti edifici non sono nati per ospitare uffici giudiziari, altri appartengono a un’epoca in cui efficienza energetica e temperature estreme non rappresentavano le emergenze di oggi. Non basta più riparare: occorre ripensare il patrimonio giudiziario»

ROMA – «Quello che è accaduto a Milano non può essere archiviato come l’ennesimo incidente provocato dal maltempo. Quando un’infiltrazione d’acqua determina il cedimento di un controsoffitto e rende inutilizzabile un’aula di giustizia, dobbiamo interrogarci sulle condizioni complessive degli edifici nei quali ogni giorno viene amministrata la giustizia».

Lo dichiara Alberto Del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC), intervenendo dopo il crollo verificatosi nell’aula bunker di piazza Filangieri a Milano, che ha determinato il rinvio dell’udienza del processo Hydra.

«Da tempo – prosegue Del Noce – le Camere Civili richiamano l’attenzione sulle criticità dell’edilizia giudiziaria. Infiltrazioni, impianti obsoleti, locali inadeguati, problemi di climatizzazione e manutenzione non possono essere considerati inconvenienti marginali. Quanto accaduto recentemente a Bolzano e ora a Milano dimostra che siamo di fronte a una questione nazionale».

Secondo il presidente UNCC, esiste inoltre un problema che va oltre la manutenzione ordinaria.

«Una parte significativa degli immobili oggi destinati alla giustizia non è stata originariamente progettata per questa funzione. Altri edifici sono stati costruiti o ristrutturati molti decenni fa, quando l’efficienza energetica non costituiva una priorità e non era necessario confrontarsi con la frequenza e l’intensità delle temperature estreme che oggi registriamo. Questo significa che intervenire soltanto quando si rompe un impianto, compare un’infiltrazione o cede un controsoffitto non è più sufficiente».

Il problema riguarda anche i mesi estivi. «Temperature sempre più elevate mettono in difficoltà edifici scarsamente efficienti dal punto di vista energetico e sistemi di climatizzazione spesso inadeguati. In alcuni uffici giudiziari lavorare durante le ondate di calore diventa estremamente difficile. Sicurezza, salubrità degli ambienti, consumi energetici e continuità dell’attività giudiziaria sono ormai aspetti dello stesso problema».

Per Del Noce occorre quindi cambiare prospettiva: «Non abbiamo bisogno soltanto di un programma di manutenzione, ma di una vera strategia nazionale sul patrimonio immobiliare della giustizia. Bisogna conoscere lo stato degli edifici, individuare quelli non più adeguati alla funzione che svolgono e programmare gli interventi necessari sotto il profilo strutturale, sismico, impiantistico ed energetico».

Il presidente delle Camere Civili richiama inoltre il rapporto diretto tra condizioni degli immobili ed efficienza della giurisdizione.

«Parliamo continuamente, e giustamente, di riduzione dei tempi dei processi, digitalizzazione, personale, riforme e obiettivi del PNRR. Ma la giustizia ha anche una dimensione materiale. Ha bisogno di aule, uffici e spazi sicuri e dignitosi, capaci di garantire condizioni adeguate a magistrati, avvocati, personale amministrativo e cittadini. Non possiamo immaginare la giustizia del futuro dentro edifici che appartengono, per concezione e prestazioni, al passato».

Ogni situazione di inagibilità, inoltre, produce effetti immediati sull’amministrazione della giustizia: «Un’aula che chiude significa udienze rinviate, processi trasferiti, attività rallentate e ulteriori disagi per cittadini e operatori. L’edilizia giudiziaria, quindi, non è un capitolo separato dall’efficienza della giustizia: ne è uno dei presupposti».

«Dopo i segnali arrivati da diverse parti d’Italia – conclude Del Noce – non possiamo aspettare il prossimo crollo o la prossima emergenza climatica per intervenire. Occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione. Mettere in sicurezza e rendere efficienti i Tribunali significa tutelare le persone, garantire la continuità della giurisdizione e investire concretamente nella qualità della giustizia italiana».

Unione Nazionale delle Camere Civili