Del Noce: «Non è giustificabile che incarichi delicati e professionalmente qualificati possano concentrarsi presso pochi soggetti. Chiediamo al legislatore di estendere anche alle custodie il principio dell’equa distribuzione»
Roma, 18 settembre 2026 – Estendere anche alle custodie giudiziarie il principio di equa distribuzione degli incarichi già previsto per le deleghe delle operazioni di vendita nelle procedure esecutive.
È la proposta avanzata dall’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e ai Presidenti delle Commissioni Giustizia di Senato e Camera, Giulia Bongiorno e Ciro Maschio. L’iniziativa, che dà attuazione a una mozione congressuale approvata dall’Unione, è stata trasmessa per conoscenza anche al Consiglio Nazionale Forense e all’Organismo Congressuale Forense.
La normativa vigente prevede che, nell’assegnazione delle deleghe di vendita, nessun professionista possa ricevere incarichi in misura superiore al 10 per cento di quelli affidati dall’ufficio e dal singolo giudice, assicurando al tempo stesso trasparenza nei conferimenti. Una garanzia analoga, sottolinea UNCC, non è invece prevista per le custodie giudiziarie.
«È una differenza che oggi appare difficilmente giustificabile – afferma il presidente UNCC Alberto Del Noce –. Se il legislatore ha ritenuto necessario assicurare equilibrio, pluralità e trasparenza nell’attribuzione delle deleghe di vendita, riteniamo che gli stessi principi debbano valere anche per le custodie. Parliamo di incarichi che richiedono competenze specifiche e che hanno un ruolo importante nel corretto svolgimento delle procedure esecutive».
UNCC richiama, in particolare, la prassi riscontrata in numerosi Tribunali di affidare le custodie in via pressoché esclusiva agli Istituti di Vendite Giudiziarie, nonostante l’articolo 559 del codice di procedura civile consenta il conferimento dell’incarico anche ai professionisti iscritti nell’apposito elenco.
L’Unione evidenzia inoltre un ulteriore aspetto: i professionisti delegati sono sottoposti a obblighi formativi riguardanti sia le deleghe sia le custodie, mentre per gli Istituti di Vendite Giudiziarie non è previsto un analogo obbligo. La stessa magistratura, nelle linee guida sulle buone prassi nelle esecuzioni immobiliari, ha evidenziato l’importanza di una preparazione anche giuridica del custode.
La proposta di UNCC interviene quindi sull’articolo 179-quater delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, prevedendo che anche gli incarichi di custodia siano distribuiti tra professionisti e Istituti di Vendite Giudiziarie secondo un criterio che impedisca il superamento della soglia del 10 per cento degli incarichi affidati dall’ufficio e dal singolo giudice.
«Non chiediamo privilegi – conclude Del Noce – ma regole uniformi. Una giustizia efficiente passa anche dalla qualità dei professionisti coinvolti, dalla possibilità di valorizzarne le competenze e dalla trasparenza con cui vengono conferiti gli incarichi. L’equa distribuzione è una garanzia per i professionisti, ma soprattutto per il buon funzionamento del sistema».
UNCC ha chiesto al Ministro della Giustizia di valutare l’inserimento della modifica in un prossimo intervento normativo sulle esecuzioni civili e ha sollecitato le Commissioni Giustizia di Camera e Senato a considerare una possibile iniziativa legislativa, anche attraverso un emendamento al primo provvedimento utile. Al CNF e all’OCF è stato infine richiesto il sostegno istituzionale per un’azione concertata nelle sedi ministeriali e parlamentari competenti.
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