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L’avvocato nel mercato: dal contenzioso alla governance

Assemblea Nazionale UNCC 2026 – Al Museo di Santa Giulia imprese, grandi studi e avvocatura a confronto sul nuovo ruolo del legale: prevenire il rischio, accompagnare le decisioni, presidiare la compliance

Brescia, 25 settembre 2026. La seconda giornata dell’Assemblea Nazionale dell’Unione Nazionale Camere Civili si è svolta al Museo di Santa Giulia, patrimonio UNESCO. Dopo i saluti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, si è tenuta la tavola rotonda «L’Avvocato nel mercato: dal contenzioso alla governance», moderata da Patrizia Maciocchi, giornalista del Sole 24 Ore.

Al tavolo sedevano il dott. Paolo Streparava, Presidente di Confindustria Brescia; l’avv. Roberta Di Vieto, dello Studio Pirola Pennuto Zei & Associati; l’avv. Simona Musso, Chief Legal, Corporate Affairs & Compliance Officer di Lavazza; l’avv. Angelo Cugini, Presidente della Camera Civile di Roma.

Nell’introduzione la moderatrice ha ricordato che il contenzioso costa alle imprese oltre un miliardo di euro l’anno. Per questo l’avvocato è sempre più presente «in completo grigio» e sempre meno «in toga»: come in medicina, prevenire è meglio che curare.

L’impresa: fiducia e sintesi

Il Presidente Streparava ha portato la voce degli imprenditori, alle prese con una produzione normativa europea che ha definito, «in modo impopolare», un «regolamentificio». Il peso ricade soprattutto sulle piccole imprese: il 95% delle aziende italiane ha meno di 50 dipendenti. La decisione resta dell’imprenditore, ha osservato, ma l’avvocato serve a prenderla meglio. Il rapporto si fonda sulla fiducia e sulla capacità del legale di anticipare i problemi. Un ruolo decisivo spetta anche alle associazioni di categoria, che fanno da primo filtro e da raccordo con i professionisti.

La governance comincia dall’art. 2086 c.c.

Per l’avv. Di Vieto la governance non è un insieme statico di regole. Il suo fulcro è l’obbligo di istituire assetti organizzativi adeguati previsto dall’art. 2086 del codice civile. Qui lo spazio per l’avvocato è ampio:

  • individuare i rischi, rappresentarli al cliente e graduarli;
  • costruire un corretto sistema di deleghe e procure;
  • curare gli organigrammi e formare i manager.

Di Vieto ha descritto l’avvocato come un «consulente globale», chiamato a conoscere l’organizzazione concreta del cliente. Ha poi indicato nella filiera uno dei terreni più insidiosi. Le verifiche delle Procure sugli appalti di manodopera mostrano quanto costi un controllo esercitato solo al momento della firma del contratto e non per tutta la sua durata.

Il contenzioso non scompare: si sposta

L’avv. Musso ha raccontato trent’anni di crescita della direzione legale Lavazza, passata da presidio della patologia a «parte della decisione». Il contenzioso, ha spiegato, non è diminuito ma si è spostato. Si è spostato «a monte», nella negoziazione e nella corretta impostazione dei processi. Si è spostato «di lato», verso autorità di regolazione, azioni collettive, arbitrati e mediazione. Come esempio ha citato le nuove regole sulle dichiarazioni ambientali, applicabili dal 27 settembre: per rispettarle, legale e marketing lavorano insieme fin dall’ideazione di ogni etichetta.

Sull’intelligenza artificiale Musso ha proposto l’immagine dell’esoscheletro: amplifica le capacità, ma anche gli errori. Il suo timore più forte riguarda la formazione dei giovani, che rischiano di perdere la «gavetta» su cui si costruisce lo spirito critico.

Riforma forense: opportunità e cautele

L’avv. Cugini ha presentato alcuni dati sulla professione:

  • una forbice di reddito tra uomini e donne che ha definito «inaccettabile»;
  • forti divari territoriali;
  • un saldo negativo di iscritti alla Cassa, dovuto in larga parte all’uscita delle donne dalla professione.

Guardando alla riforma dell’ordinamento forense, ha chiesto ai decreti attuativi di:

  • disciplinare la monocommittenza e favorire l’aggregazione tra giovani professionisti;
  • garantire che l’accesso degli avvocati ai ruoli di amministratore «non sia un privilegio di chi già è»;
  • presidiare segreto professionale, trasparenza e onorabilità, dopo la caduta del divieto per il socio di capitale nelle società tra avvocati.

Il dibattito

Dal pubblico, l’avv. Monica Ceravolo ha sollevato un dubbio sulle nuove deleghe gestorie previste dalla riforma: rappresentano davvero un’opportunità per la professione? I relatori hanno condiviso in parte la cautela. Hanno però riconosciuto il valore che gli avvocati portano nei consigli di amministrazione: competenza, indipendenza e quel «pensiero laterale» che può evitare all’impresa errori costosi. L’apertura, è stato osservato, andrà costruita da tutta l’avvocatura, facendo cultura al proprio interno e verso le imprese.

Il messaggio emerso dalla tavola rotonda è che lo spazio dell’avvocato non si è ridotto ma si è spostato: dall’aula alla prevenzione, dalla patologia alla governance. Per occuparlo l’avvocatura deve conoscere l’impresa, fare squadra e rinnovare le proprie regole.

Il video integrale della tavola rotonda «L’Avvocato nel mercato: dal contenzioso alla governance» è disponibile a questo link: https://youtu.be/rG91QyqMSS4