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UNCC, due anni per costruire l’avvocatura civile del futuro

Nella relazione all’Assemblea nazionale di Brescia il presidente traccia il bilancio di due anni di attività dell’Unione e guarda alle sfide dell’avvocatura tra intelligenza artificiale, formazione e presenza istituzionale. «Dentro ogni fascicolo non c’è un dato: c’è una persona»

Due anni nei quali l’Unione Nazionale delle Camere Civili ha cercato di trasformarsi «da voce a struttura», rafforzando la propria presenza nei luoghi in cui si formano le regole e costruendo nuovi strumenti per la formazione e la rappresentanza dell’avvocatura civile. Ma anche due anni che hanno coinciso con un’accelerazione tecnologica destinata a cambiare profondamente la professione.

È questo il filo conduttore della relazione con cui il presidente Alberto Del Noce ha concluso, sabato 26 settembre a Brescia, l’Assemblea nazionale UNCC dedicata a “Il nuovo volto dell’avvocatura. Sinergie tra Impresa, Tecnologia e Diritti Sociali”.

«Siamo passati dal governo del mercato al governo della tecnica», osserva Del Noce in apertura. Una trasformazione che non deve essere affrontata con diffidenza, ma neppure consegnandosi alla sola logica dell’efficienza: «Il senso, la responsabilità e la misura restano affidati agli uomini, e nel campo dei diritti restano affidati a noi». Testo incollato

Dalla Fondazione alla Scuola di Specializzazione

La relazione ripercorre innanzitutto i principali risultati strutturali raggiunti nel biennio.

Tra questi la nascita, nel marzo 2025, della Fondazione UNCC ETS, iscritta pochi mesi dopo al RUNTS e pensata come strumento operativo per la formazione, i progetti e i rapporti convenzionali con enti e istituzioni. Testo incollato

Accanto alla Fondazione, la Scuola di Specializzazione UNCC, che si prepara al secondo anno di attività. L’obiettivo annunciato da Del Noce è particolarmente significativo: chiedere l’autorizzazione affinché l’UNCC possa conferire, attraverso la propria Scuola, il titolo di specialista in diritto societario e commerciale, una volta pubblicato il relativo decreto ministeriale. Testo incollato

Ampio spazio è dedicato anche all’attività dei Dipartimenti: dalla formazione sull’intelligenza artificiale ai corsi per delegati alle vendite e all’inglese giuridico, dal processo civile telematico alle ADR, dalla famiglia alle pari opportunità, fino ai progetti sociali “Giustizia senza barriere” e “Un cuore sotto la toga”. Testo incollato

Del Noce ricorda inoltre il protocollo sottoscritto con l’Accademia della Crusca, primo accordo nella storia dell’Accademia con un ente o un’associazione forense. Testo incollato

«Essere dove le regole si scrivono»

Uno dei dati sui quali il presidente insiste maggiormente riguarda il crescente coinvolgimento istituzionale dell’Unione.

Dal 2025 l’UNCC è stata chiamata 11 volte in audizione dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato su provvedimenti legislativi in discussione.

«È il dato che meglio misura il cambiamento – sottolinea Del Noce –: non commentiamo le riforme, siamo chiamati a contribuire alla loro formazione». Testo incollato

L’Unione è inoltre presente nell’Osservatorio permanente per l’uso dell’intelligenza artificiale nella giurisdizione, nel Comitato tecnico scientifico per il monitoraggio dell’efficienza della giustizia civile e nel Tavolo per la riforma forense, oltre che in numerosi altri tavoli e commissioni ministeriali. Testo incollato

A questa attività si aggiunge l’Osservatorio UNCC sul patrocinio a spese dello Stato, costituito nel febbraio 2026 per verificare come l’istituto venga concretamente applicato nei tribunali italiani e se il diritto di difesa garantito dall’articolo 24 della Costituzione trovi effettiva attuazione. Testo incollato

I numeri restituiscono la dimensione dell’attività svolta: 115 presenze a convegni e incontri nel biennio, cui si aggiungono 85 articoli e comunicati pubblicati tra il 2025 e il 2026. Testo incollato

L’avvocato, Ulisse e le nuove Sirene

È nella parte conclusiva, però, che la relazione abbandona il bilancio dell’attività svolta e diventa una riflessione sul futuro della professione.

Del Noce sceglie l’Odissea per raccontare quale intelligenza servirà all’avvocato nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Alla bíe, la forza di Achille, contrappone la mètis di Ulisse: l’intelligenza flessibile di chi non affronta l’ostacolo con la forza, ma attraverso l’argomento, la conoscenza e la capacità di trovare un’altra strada.

«L’avvocato civile sta, per definizione, dalla parte della mètis. Non entriamo mai in un’aula con più forza della controparte: entriamo con l’argomento, con lo studio, con la parola giusta al momento giusto». Testo incollato

E le Sirene diventano la metafora dell’intelligenza artificiale: promettono conoscenza e sanno cantare a ciascuno esattamente ciò che vuole sentirsi dire. Ulisse non rinuncia ad ascoltarle, ma stabilisce prima le regole che dovranno proteggerlo.

Per Del Noce è ciò che occorre fare anche con l’IA nella giurisdizione: «non rinunciare al canto, ma legarci all’albero maestro prima di ascoltarlo». Testo incollato

«Dentro ogni fascicolo c’è una persona»

Il punto di arrivo riguarda la stessa idea di giustizia.

La tecnologia può promettere decisioni più rapide, prevedibili ed efficienti. Ma l’efficienza, avverte il presidente UNCC, non può diventare il criterio ultimo con cui misurare la giustizia.

«Una giustizia che funziona e basta non è ancora giustizia, perché dentro ogni fascicolo non c’è un dato: c’è una persona, irripetibile e imperfetta». Testo incollato

E ancora una volta è l’Odissea a offrire l’immagine conclusiva. Come il letto di Ulisse e Penelope, scavato dentro un ulivo vivo e quindi impossibile da spostare senza distruggerne le radici, così la toga rappresenta per Del Noce la componente della giustizia che non può essere replicata, delegata o simulata. Testo incollato

Una difesa del ruolo dell’avvocato che va oltre la professione:

«Il giorno in cui un cittadino, davanti a una decisione presa da un algoritmo o giustificata da un’efficienza che non ammette repliche, non troverà più nessuno disposto ad alzarsi e a dire “no: questa persona ha il diritto di essere ascoltata”, quel giorno non avremo perso una professione. Avremo perso un pezzo di democrazia». Testo incollato

Di seguito è possibile consultare la relazione integrale del presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, Alberto Del Noce, all’Assemblea nazionale di Brescia del 26 settembre 2026.