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Patrocinio a spese dello Stato, UNCC scrive al ministro Nordio: «Tempi certi per i compensi e pari accesso alla giustizia civile e penale»

L’Unione Nazionale delle Camere Civili chiede al Ministero della Giustizia un intervento sui tempi di liquidazione, sull’uniformità delle procedure e sui criteri di determinazione dei compensi. Del Noce: «Chi garantisce il diritto di difesa non può attendere per un tempo indefinito il riconoscimento del proprio lavoro»

Roma, 17 settembre 2026 – Tempi certi per la liquidazione dei compensi degli avvocati, procedure uniformi negli uffici giudiziari, una remunerazione adeguata dell’attività professionale e il superamento della disparità tra processo civile e penale nella determinazione della soglia reddituale per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato.

Sono le richieste che l’Unione Nazionale delle Camere Civili, con il presidente Alberto Del Noce, ha sottoposto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio con una nota elaborata a partire dal lavoro dell’Osservatorio UNCC sul patrocinio a spese dello Stato e dalla ricognizione delle criticità segnalate dalle Camere Civili e dai professionisti.

Al centro dell’intervento dell’UNCC c’è innanzitutto il problema dei tempi. Oggi il difensore può aver concluso integralmente la propria attività professionale senza poter prevedere quando verrà emesso il decreto di liquidazione del compenso. Una situazione che produce forti disomogeneità tra uffici giudiziari e territori e che rischia di incidere sulla sostenibilità stessa del sistema.

«C’è un principio di reciprocità che non può essere ignorato – sottolinea il presidente UNCC Alberto Del Noce –. Lo Stato chiede giustamente al professionista puntualità e regolarità nell’adempimento dei propri obblighi fiscali e contributivi. È altrettanto necessario che il professionista possa contare su tempi certi e ragionevoli per il riconoscimento e il pagamento di un’attività già svolta. Nel patrocinio a spese dello Stato, inoltre, non stiamo parlando soltanto del credito dell’avvocato, ma del funzionamento di uno strumento attraverso il quale viene reso effettivo il diritto costituzionale di difesa».

UNCC propone, in particolare, di rendere effettiva la liquidazione del compenso contestualmente al provvedimento che definisce la fase processuale, principio già contemplato dall’articolo 83, comma 3-bis, del D.P.R. 115/2002. L’obiettivo è trasformare quella che nella pratica rimane spesso un’indicazione acceleratoria in una modalità ordinaria, uniforme e verificabile, prevedendo un termine certo nei casi in cui la contestualità non sia possibile.

L’Unione chiede inoltre di riesaminare i criteri di determinazione dei compensi, affinché l’attività prestata nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato riceva una remunerazione equa, certa e prevedibile.

«La difesa di una persona non abbiente non è una prestazione professionale di minor valore – prosegue Del Noce –. Può richiedere la stessa preparazione, lo stesso impegno e le stesse responsabilità di qualsiasi altro incarico, talvolta persino maggiori, come accade nelle delicate controversie che riguardano la famiglia e i minori. La sostenibilità della spesa pubblica è un’esigenza che va rispettata, ma deve conciliarsi con la dignità e con l’adeguata valorizzazione del lavoro professionale».

Un altro punto centrale della proposta riguarda l’accesso al patrocinio nel processo civile. Attualmente l’incremento della soglia reddituale di 1.032,91 euro per ciascun familiare convivente è previsto per il processo penale ma non per quello civile. UNCC chiede di estendere il medesimo criterio anche al civile, considerando la composizione del nucleo familiare non soltanto ai fini del cumulo dei redditi, ma anche rispetto alle effettive esigenze economiche che una famiglia deve sostenere.

«Il diritto di accedere alla giustizia – conclude Del Noce – deve essere concretamente esercitabile anche da chi non dispone delle risorse necessarie per sostenere una causa. Per questo chiediamo al Ministero di aprire un confronto su interventi che non riguardano soltanto l’Avvocatura, ma la qualità complessiva della tutela offerta ai cittadini. Le nostre proposte vogliono essere un contributo concreto e collaborativo per costruire un sistema più uniforme, sostenibile e realmente capace di garantire il diritto di difesa».

L’UNCC chiede infine l’introduzione di criteri organizzativi uniformi negli uffici giudiziari e di un sistema di monitoraggio dei tempi di liquidazione, così da ridurre le attuali differenze territoriali e garantire condizioni omogenee di efficienza nell’applicazione del patrocinio a spese dello Stato.

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