SIG. PRESIDENTE, NOI CI SIAMO

Nel messaggio al Parlamento del Presidente della Repubblica ho letto, tra le altre, una frase che riguarda noi Avvocati: “la Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei”. È la constatazione di una crisi derivante, prima ancora che dalla scarsità delle risorse, da una perdita di prestigio e di credibilità di una giustizia da molto tempo autoreferenziale, che si è allontanata dalle esigenze dei cittadini e delle imprese, prima ancora che dagli standard europei. Ed è l’affidamento di una responsabilità grave: quella di assicurare che il processo riformatore in corso consenta il recupero di quei valori andati perduti. Per quanto si possa essere consapevoli che non è facile raggiungere quell’obiettivo, non ci si può sottrarre ad una responsabilità del genere: svolgere un ruolo significa dare il proprio contributo, non imporre le proprie idee. Per questo, le Camere civili, che hanno sempre partecipato quando gli e’ stato richiesto, anche se erano in disaccordo, continueranno a farlo: rifiutarsi, significa abdicare al proprio ruolo, e cercare di scaricare su altri quella responsabilità che le parole del Presidente hanno assegnato anche ai Magistrati e a noi, e non solo al mondo della politica. Non si può rivendicare un ruolo, e rifiutare le responsabilità che ne derivano: è una questione di serietà.
Antonio de Notaristefani

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