In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Dipartimento Pari Opportunità dell’UNCC richiama l’attenzione sulle donne che vivono nei teatri di guerra e ribadisce il ruolo fondamentale del diritto civile nella tutela della dignità e dei diritti nelle società lacerate dai conflitti
Laddove il rumore delle armi sovrasta identità, storie e diritti, il diritto civile deve farsi scudo.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Unione Nazionale delle Camere Civili, attraverso il Dipartimento Pari Opportunità, rivolge lo sguardo alle donne che vivono nei teatri di guerra e riafferma con forza una verità troppo spesso dimenticata: le donne non sono soltanto vittime da proteggere, ma pilastri silenziosi di una resistenza civile che attende giustizia.
Donne che reinventano la vita tra le macerie. Figlie private dell’infanzia, vittime di violenza, orfane di guerra. Mogli che custodiscono memorie e identità, madri che diventano riparo, difesa e futuro.
La loro non è soltanto sopravvivenza: è resistenza civile. È la trama invisibile che continua a tenere insieme comunità ferite.
Per questo l’UNCC ribadisce che le donne rappresentano un perno indispensabile per ogni autentico processo di pace. Non vi è pace duratura senza il riconoscimento pieno dei loro diritti e del loro ruolo nella ricostruzione delle società lacerate dai conflitti.
Come avvocate e avvocati civilisti non possiamo tacere di fronte alla fragilità dei diritti che si sgretolano sotto le bombe, né possiamo dimenticare il diritto imprescindibile alla restituzione di una dignità giuridica violata.
Dove la guerra distrugge case e spezza legami, il diritto deve continuare a custodire le persone. L’avvocatura civile rinnova quindi il proprio impegno per una cultura della legalità capace di riconoscere e colmare le asimmetrie di genere e di restituire voce a chi oggi giace in silenzio.
L’8 marzo non è un rito. È un monito.
La tutela dei diritti delle donne non è soltanto un dovere giuridico: è il primo mattone su cui può essere costruita una pace giusta e duratura.
Il documento è firmato dal presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, Alberto Del Noce, dalla referente di Giunta Rosaria Filloramo e dalla coordinatrice del Dipartimento Pari Opportunità Rosita Ponticiello.