Nel giorno dedicato a Dante, le Camere Civili richiamano il valore fondante del linguaggio per il diritto e la democrazia: tra eredità culturale e sfide digitali, l’avvocato è chiamato a custodire chiarezza, rigore e responsabilità della parola
Mercoledì 25 marzo ricorre il DANTEDÌ, giorno di Dante. L’iniziativa, nata da un’idea del Prof. Francesco Sabatini – leggenda vivente della Linguistica nazionale e Presidente onorario dell’Accademia della Crusca – e del giornalista del Corriere della Sera Paolo Di Stefano, ufficialmente istituita dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2020, celebra in Italia e nel mondo il genio di Dante Alighieri.
Il 25 marzo è la data indicata come inizio del viaggio nell’Aldilà che Dante mirabilmente descrive nella Divina Commedia.
Dante è, e resta, universale e trasversale, capace di colpire in molteplici forme l’immaginario creativo: dalla musica al teatro, dalla scrittura alla pittura, dalla danza al cinema, tutte le Arti hanno interpretato il Sommo e la sua opera.
L’UNCC (Unione nazionale delle Camere Civili), in particolare col suo Dipartimento del Linguaggio giuridico, vuole ricordare e celebrare questo gigante della cultura italiana (e non solo) soprattutto per il contributo, enorme e decisivo, che Egli diede alla Lingua, con la quale il Diritto è in stretta connessione fin dal cosiddetto “Placito di Capua”, risalente al marzo dell’anno 960 e considerato uno dei testi di natura giuridica più antichi e significativi di tale essenziale rapporto.
Lingua e diritto costituiscono entrambi “istituti primari”, attraverso i quali si organizza e si rende possibile la convivenza sociale e il dispiegarsi dei rapporti tra gli individui. Ebbene, il fiorentino di Dante, certo con qualche trasformazione, è divenuto la base dell’italiano attuale. Si calcola che il 90% dei termini utilizzati oggi e riportati dai migliori vocabolari, erano già presenti nella Divina Commedia. Oggi viviamo un paradosso, del quale non si può non prendere atto, ed è il fatto che nell’era dell’informazione globale e tecnologica la capacità di esprimersi, anche con la scrittura in modo chiaro e corretto va sempre più riducendosi.
In un sistema di comunicazione digitalizzata essenzialmente audio-visiva la capacità di sostenere, in forma orale e scritta, un discorso chiaro, esaustivo e consequenziale appare sempre più rara; la progressiva diminuzione di persone capaci di esprimersi compiutamente e correttamente è il sintomo di un pericoloso degrado sociale.
C’è un valore morale ed etico che spinge chiunque a ritenere Dante e la sua opera come riferimento assoluto perché il legame tra società “democratica” e fioritura del parlare e dello scrivere bene è sempre stato molto stretto, fin dai tempi di Cicerone (a proposito di eloquenza giuridica).
Non va dimenticato, del resto, che Dante stesso fu uomo di legge e di governo: Prior della Repubblica fiorentina e vittima di una sentenza di condanna che lo travolse nell’esilio. La sua Commedia è percorsa dalla riflessione sulla giustizia, dalla solenne iscrizione della porta infernale — “Giustizia mosse il mio alto fattore” (Inf. III, 4) — alla scelta di affidare a Giustiniano, il grande codificatore del diritto romano, il ruolo di guida nel Paradiso. In questo senso, l’avvocato che coltiva la lingua, la retorica e la cultura non fa che seguire l’esempio del Sommo Poeta: giurista nel vissuto, legislatore nella visione, poeta nella forma.
L’opera di Dante dimostra come la parola non sia mai neutra, ma strumento di verità, di costruzione del senso e di amministrazione della giustizia. In questo senso, il giurista – e in particolare l’avvocato – è chiamato a un compito affine a quello del poeta: dare forma, attraverso il linguaggio, a ciò che è giusto.
Dante costituisce quindi anche per i giuristi la guida verso il perfezionamento intellettuale del sistema-giustizia (oltreché della società più in generale) perché senza una vasta cultura e una profonda moralità, le tecniche della scrittura e dell’oratoria sono come “armi in mano a dei pazzi”.
Roma, 23 marzo 2026
Avv. Alberto Del Noce – Presidente UNCC
Avv. Salvatore Donadei – Coordinatore Dipartimento UNCC Linguaggio giuridico
