Il presidente Alberto Del Noce ascoltato dalla Commissione Giustizia. Le proposte dell’Unione riguardano società professionali, specializzazioni, compensi e intelligenza artificiale
Modernizzare la professione forense rafforzando le garanzie di chi si affida a un avvocato. È questa la prospettiva delle osservazioni dell’Unione Nazionale delle Camere Civili sulla riforma dell’ordinamento forense, al centro dell’audizione del presidente Alberto Del Noce davanti alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati.
Il contributo dell’UNCC si inserisce nell’esame dello schema di decreto legislativo recante riforma dell’ordinamento forense. La valutazione espressa nella memoria è complessivamente positiva: l’Unione apprezza un impianto che riconosce nell’autonomia e nell’indipendenza dell’avvocato condizioni essenziali per la tutela dei diritti. A questo giudizio si accompagnano richieste di modifica, raccolte anche in una tavola di proposte di riformulazione delle disposizioni.
Società tra avvocati: garanzie più forti sui soci di capitale
Il tema di maggiore rilievo riguarda la partecipazione di soci non professionisti alle società tra avvocati. L’UNCC ribadisce la propria preferenza per l’esclusione dei soci di puro capitale ma, prendendo atto della scelta della delega di ammetterli, chiede che la loro presenza sia accompagnata da garanzie adeguate.
La preoccupazione riguarda la possibilità che gli interessi economici dell’investitore condizionino le scelte professionali, interferiscano con il rapporto fiduciario o generino conflitti con gli interessi dell’assistito. La riserva agli avvocati di almeno due terzi del capitale e dei diritti di voto, pur valutata favorevolmente, non è ritenuta sufficiente a prevenire ogni rischio.
L’Unione propone quindi requisiti di onorabilità per i soci non professionisti, l’esclusione degli investitori dalla gestione e dalla rappresentanza della società e un obbligo di informazione scritta al cliente sulla loro presenza e sui possibili conflitti di interesse.
Particolare attenzione è dedicata al segreto professionale. Per l’UNCC occorre consentire all’avvocato di opporlo anche agli altri soci, impedendo che i diritti di informazione e consultazione del socio finanziatore si estendano alle pratiche e ai documenti dei clienti. Si chiede inoltre di vietare incarichi in conflitto con il socio non professionista e la promozione dei suoi prodotti o servizi presso gli assistiti.
Specializzazioni e formazione: tutelare qualità e continuità
Un secondo ambito riguarda il titolo di avvocato specialista. L’UNCC chiede che le modalità di attribuzione e mantenimento siano disciplinate da un regolamento del Consiglio Nazionale Forense, sentite le associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, secondo l’impostazione indicata dalla delega.
Quanto ai corsi, la richiesta è di rendere inequivoco il ruolo degli Ordini territoriali d’intesa con le associazioni specialistiche, con la possibilità di avvalersi della collaborazione delle università. L’Unione sollecita inoltre una disposizione transitoria che salvaguardi i titoli già conseguiti e consenta di concludere i percorsi formativi avviati secondo la disciplina precedente.
La qualità della formazione passa anche dalla sua sostenibilità economica. Per questo la formula della “tendenziale gratuità”, secondo l’UNCC, deve consentire quote di partecipazione destinate alla copertura dei costi effettivi di organizzazione, docenza e gestione. A sostegno dell’accessibilità, la memoria suggerisce anche borse di studio per giovani avvocati meritevoli.
Compensi: recupero dei crediti e vigilanza sugli incarichi pubblici
Sul versante economico, l’Unione condivide l’obiettivo di agevolare il recupero dei crediti professionali, ma chiede maggiore chiarezza sul rapporto tra parere di congruità dell’Ordine ed esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo. A una maggiore efficacia degli strumenti di recupero deve accompagnarsi la garanzia del contraddittorio con il cliente.
La memoria richiama inoltre il problema delle convenzioni con le pubbliche amministrazioni che prevedono compensi inferiori ai parametri. Per rendere più efficace la vigilanza sull’equo compenso, l’UNCC propone che tali convenzioni siano comunicate al Consiglio dell’Ordine entro trenta giorni dalla stipulazione.
Intelligenza artificiale: il valore della prestazione resta nella responsabilità professionale
Uno dei passaggi più attuali riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale negli studi legali. L’UNCC chiede di chiarire che l’utilizzo di questi strumenti non costituisca, di per sé, una ragione per ridurre il compenso dell’avvocato.
Il tempo risparmiato nella redazione deve essere valutato insieme alla complessità dell’incarico, ai costi degli strumenti, al lavoro necessario per controllarne i risultati e alla responsabilità che rimane in capo al professionista. La verifica delle fonti e l’affidabilità degli elaborati restano parte integrante della prestazione.
L’Unione propone inoltre di includere l’IA nella formazione continua, con attenzione ai limiti dei sistemi, alla riservatezza e ai doveri deontologici, e di chiarire la copertura assicurativa dell’attività svolta con tali strumenti. La memoria richiama infine l’esigenza di rendere disponibili anche all’avvocatura strumenti evoluti di ricerca giuridica, nella prospettiva della parità delle armi.
Favorire le aggregazioni senza introdurre nuovi ostacoli
Le osservazioni affrontano anche le condizioni economiche dell’esercizio collettivo della professione. L’UNCC segnala gli squilibri fiscali che possono orientare la scelta tra reti, associazioni e società, auspicando un successivo intervento legislativo.
Sul piano previdenziale, propone di evitare la duplicazione del contributo integrativo quando il professionista fattura alla società e quest’ultima fattura al cliente la medesima prestazione: un aggravio che rischia di penalizzare proprio le aggregazioni che la riforma intende favorire.
Il filo conduttore delle proposte è la convinzione che l’innovazione organizzativa e tecnologica debba accompagnarsi a regole capaci di preservare indipendenza, competenza e responsabilità. Garanzie che riguardano la professione e, prima ancora, i cittadini che le affidano la tutela dei propri diritti.
L’intervento del presidente Alberto Del Noce è disponibile sulla WebTV UNCC. https://youtu.be/xfFs-qQRBfk