Vai al contenuto

Del Noce: «La giustizia non è un prodotto. L’efficienza non sacrifichi i diritti»

Al Convegno nazionale AGI di Lecce, il presidente UNCC invita a leggere oltre i risultati del PNRR: dalla situazione dei giudici di pace al ruolo dell’Ufficio per il processo, la priorità è una tutela effettiva capace di restituire fiducia ai cittadini.

«L’efficienza non deve essere a discapito dell’efficacia». È il richiamo che Alberto Del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, ha rivolto al Convegno nazionale AGI 2026 “Il lavoro che verrà – Governance e partecipazione”, in programma a Lecce dal 22 al 24 ottobre. Un intervento che ha messo al centro la distanza tra il miglioramento degli indicatori della giustizia civile e la risposta concretamente ricevuta da chi si rivolge a un giudice.

Del Noce ha aperto ringraziando AGI e la presidente Tatiana Biagioni, della quale ha sottolineato l’impegno anche nel percorso comune delle associazioni specialistiche riconosciute dal Consiglio Nazionale Forense. Una collaborazione avviata con la costituzione del loro comitato il 9 dicembre 2024, nella quale il presidente UNCC ha riconosciuto a Biagioni un ruolo di impulso e di riferimento.

I risultati del PNRR e la durata dei processi

Richiamando la propria partecipazione al Comitato di monitoraggio del PNRR e all’Osservatorio permanente sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nella giurisdizione, Del Noce ha illustrato alcuni dati sull’andamento della giustizia civile.

Il quadro degli indicatori registra un miglioramento significativo: il disposition time complessivo dei tre gradi di giudizio è sceso dai 2.512 giorni del 2019 a 1.251, con una riduzione del 50,2%, superiore all’obiettivo del 40% previsto dal PNRR. Progressi che interessano tribunali, corti d’appello e Cassazione.

Per il presidente UNCC, tuttavia, questi risultati richiedono una lettura attenta. Il disposition time è un indicatore che mette in relazione procedimenti pendenti e procedimenti definiti: non coincide con la durata effettiva delle singole cause. Anche il clearance rate, che misura il rapporto tra procedimenti definiti e nuove iscrizioni, descrive la capacità di gestione dei flussi, senza esaurire la valutazione della qualità della risposta giudiziaria.

Il punto sollevato da Del Noce è quindi sostanziale: il raggiungimento dei traguardi statistici deve essere accompagnato dalla verifica di ciò che accade nei procedimenti e negli uffici.

Il nodo dei giudici di pace

Una parte centrale dell’intervento ha riguardato gli uffici dei giudici di pace, che Del Noce ha indicato come un elemento indispensabile per comprendere le condizioni complessive della giustizia civile.

Secondo il presidente UNCC, il trasferimento di competenze verso questi uffici alleggerisce il carico dei tribunali, ma rischia di spostare le difficoltà su strutture già in sofferenza. A sostegno della propria analisi ha richiamato rinvii delle prime udienze di diversi anni, citando anche la situazione di Torino.

Da qui la richiesta implicita di una valutazione dell’intero sistema: il miglioramento di una parte della giurisdizione deve essere letto insieme alle conseguenze organizzative e ai tempi di attesa negli altri uffici.

Nel confronto con i giuslavoristi, Del Noce ha inoltre osservato come la materia del lavoro presenti dinamiche differenti, non essendo interessata dallo stesso trasferimento di competenze verso i giudici di pace.

Il contributo dell’Ufficio per il processo

Nel giudizio sulle ragioni dei progressi registrati, Del Noce ha attribuito un ruolo determinante all’Ufficio per il processo.

Il supporto fornito ai magistrati avrebbe contribuito in misura rilevante alla riduzione dell’arretrato e alla gestione dei procedimenti pendenti. Un risultato che, nella sua analisi, merita maggiore attenzione rispetto all’effetto delle sole modifiche processuali introdotte dalla riforma Cartabia.

Lo stesso presidente UNCC ha però evidenziato un limite conoscitivo: i dati disponibili non consentono di ricostruire in modo sufficientemente dettagliato la distribuzione e il funzionamento dell’Ufficio per il processo nelle diverse sezioni, comprese quelle del lavoro. Un approfondimento necessario per individuare le esperienze efficaci e orientare le scelte organizzative.

Recuperare la funzione della giurisdizione

«La giustizia non è un prodotto, la giustizia non è un’impresa», ha affermato Del Noce. La rapidità resta essenziale, perché «una giustizia lenta non è giustizia», ma deve servire alla tutela dei diritti.

La critica del presidente UNCC riguarda il ricorso alle regole processuali come principale leva di accelerazione: filtri, preclusioni e ostacoli formali possono allontanare la decisione dalla domanda sostanziale del cittadino. Il rischio è che la definizione del procedimento finisca per prevalere sulla soluzione della controversia.

È su questo terreno che Del Noce ha collocato la sfida successiva al PNRR: affiancare ai risultati quantitativi una riflessione sulla qualità della giurisdizione, sull’organizzazione degli uffici e sull’accessibilità della tutela.

L’obiettivo indicato è riconquistare la fiducia dei cittadini, assicurando che all’efficienza misurata dagli indicatori corrisponda una giustizia capace di rispondere alle loro richieste.

Guarda l’intervento sulla webtv di Uncc: https://youtu.be/1Yyuh8GCvA8?si=Oxpxpyigl8j8otKV