IL DIRITTO TIRANNO

Anni fa, in una sentenza che non a caso è stata definita storica, la Corte costituzionale chiari’ a tutti che nel nostro ordinamento non esistono diritti “tiranni”, destinati cioè ad avere la precedenza su tutti gli altri: l’eventuale conflitto deve essere risolto di volta in volta bilanciando i diritti in contrasto secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza. È quello che è accaduto anche nel caso Astrazeneca e, più in generale, con la normativa di contrasto alla pandemia? Nel caso Astrazeneca, qualche perplessità la avrei: un ovvio principio di precauzione avrebbe forse suggerito di sospendere la somministrazione nel momento in cui sono emersi dei dubbi, piuttosto che aspettare fino a quando la gente non ha cominciato a rifiutare il vaccino, mettendo a rischio una campagna vaccinale che è oggettivamente indispensabile. Ed è evidente che non si potrà fare alcun bilanciamento fino a che non si conoscerà l’esito degli accertamenti in corso. Confesso, però, che mi è venuto da chiedermi se il caso Astrazeneca non è stato solo un altro esempio di un fenomeno più generale, e se in quest’ultimo anno non abbiamo inventato un diritto tiranno: quello alla tutela della salute collettiva. Non mi interesso di politica, ma di diritto sì: è stato rispettato sempre, quell’insegnamento della Corte? In nome di quel sacrosanto diritto alla tutela della salute collettiva, nell’ultimo anno abbiamo chiuso negozi, musei, teatri, tribunali, scuole, vie, piazze, parchi, giardini: è sempre accaduto all’esito di un bilanciamento secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza tra quel diritto collettivo e quelli individuali dei soggetti incisi? È sempre stato adeguatamente tutelato il diritto dei cittadini – cito la Corte- “di agire in giudizio per la tutela delle proprie situazioni giuridiche soggettive, con le relative domande risarcitorie di cui agli art. 24 e 113 Cost.”? Non lo so, lo confesso: non ho critiche da muovere o soluzioni da proporre. Ma so che se al Governo spetta di perseguire gli interessi collettivi, a noi Avvocati compete di tutelare i diritti individuali: tra gli uni e gli altri è necessario sempre un bilanciamento ragionevole, e forse – ora che si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel- è venuto il momento di cominciare a porsi delle domande.
Antonio de Notaristefani

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