TROPPI AVVOCATI = TROPPE CAUSE?

5 novembre 2020
TROPPI AVVOCATI = TROPPE CAUSE?

5 novembre 2020 – Noi avvocati lo sappiamo tutti, che qui in Italia siamo in troppi, e tutti conosciamo i problemi che ha creato la ipertrofica crescita degli albi in un mercato dei servizi professionali che la Corte di giustizia della Unione europea, nel dichiarare legittime le “vecchie” tariffe italiane, qualificò come caratterizzato da un eccesso di offerta, tanto da giustificare la imposizione di minimi inderogabili come strumento di garanzia della qualità delle prestazioni offerte e quindi, in ultima analisi, di tutela dei cittadini, più che degli avvocati.

Da qualche tempo, però, leggo che qualcuno – economisti, Presidenti di importanti Commissioni parlamentari, sedicenti esperti di vario genere – indica quel numero sicuramente eccessivo come concausa delle disfunzioni della giustizia civile: se funziona male, sarebbe perché quei troppi avvocati, per potere sbarcare il lunario, farebbero troppe cause. Si intuisce che dietro l’accusa esplicita se ne nasconde anche un’altra, implicita ma neppure troppo velata.

Per questo, è stato con una certa trepidazione che, ricevuto il rapporto CEPEJ sulla giustizia in Europa per l’anno 2020, sono andato a leggermelo: e se avesse in qualche maniera confermato quelle accuse?

I numeri sono questi:

1) in Italia, ogni 100.000 cittadini ci sono 388,3 avvocati. In Europa, 123. Siamo, oggettivamente, troppi;

2) in Europa, ogni 100 cittadini vengono introdotte per ciascun anno 2,23 cause. In Italia, 2,55. Ciascuno di noi avvocati italiani fa, in media, molte meno cause dei nostri colleghi europei: guadagniamo poco, ma non ingolfiamo inutilmente la giustizia.

Da questo, credo si possano trarre delle conclusioni:

A) quella accusa che ci viene mossa da più parti è ingenerosa: non è il numero degli avvocati a condizionare quello delle cause, evidentemente;

B) effettivamente, aveva ragione la Corte europea a stabilire che ci vogliono tariffe minime inderogabili a tutela dei cittadini prima ancora che nostro: perché gli utenti possano trarre vantaggio dalla libertà di concorrenza occorre che la offerta sia superiore alla domanda in misura ragionevole, altrimenti le distorsioni sono inevitabili;

C) troppe ricette miracolose di riforma della giustizia civile avanzate da più parti con il miraggio di una presunta maggiore efficienza sono basate su pregiudizi personali piuttosto che sui dati della realtà. Nulla di sorprendente, per carità: si sa che degli avvocati è più facile parlare male che fare a meno.

D) per l’Europa, il problema della giustizia civile non siamo noi avvocati: cercate altrove.

Antonio de Notaristefani

 

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