Coronavirus: rassegna stampa del 7 aprile 2020

La chiara posizione dell’UNCC sul tema sia della proroga sia della ripresa dell’attività giudiziaria è stata oggi raccolta da numerose testate online e di stampa. Ne indichiamo alcune:

 

ONLINE

Guida al diritto: Coronavirus: Camere Civili (UNCC) predisporre ripresa in sicurezza

Diritto24: Coronavirus: l’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) chiede al Governo misure per una ripresa in sicurezza dell’attività giudiziaria

Legalcommunity: Uncc, appello al governo: “prepararsi alla ripresa dell’attività giudiziaria”

Yahoo! Finanza: Coronavirus, Unione Camere Civili: ripresa, ma in sicurezza

Cassa Forense: Coronavirus: Camere Civili (Uncc), predisporre ripresa giustizia ma in sicurezza

 

AGENZIE

ANSA
Coronavirus: Camere civili, misure per ripresa in sicurezza 07/04/2020 15:28:39
L’Unione Nazionale delle Camere Civili chiede al Governo e alle Istituzioni competenti di predisporre tutte le misure necessarie perché, una volta superata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa “efficace e in piena sicurezza” dell’attività giudiziaria. UNCC ricorda di aver chiesto sin dal 3 marzo e perciò poi apprezzato la sospensione di ogni attività giudiziaria. Oggi, però, “occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perché la futura ripresa – che è indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia – possa avvenire in condizioni di sicurezza. Innanzitutto sicurezza per la salute di tutti coloro che lavorano o frequentano per esigenze professionali i Tribunali e gli Uffici giudiziari, perché la salute è un bene che prevale su ogni altra esigenza. Ma anche sicurezza per i cittadini e per i loro diritti, dei quali nei processi si discute e si decide: a tutti i cittadini, infatti, si deve continuare a garantire un processo giusto, che si svolga davanti ad un giudice, come prescrive l’art. 111 della Costituzione, e pubblicamente, come impone l’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo”. Tutte queste esigenze “non sono in contrasto tra loro ma è anzi possibile contemperarle”, avvertono i civilisti. (ANSA).

AGI
Coronavirus: civilisti, ripresa udienze sia in piena sicurezza = 07/04/2020 15:16:23
Predisporre tutte le misure necessarie perche’, una volta superata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa efficace e in piena sicurezza dell’attivita’ giudiziaria. Lo sottolinea in una nota l’Unione nazionale delle Camere civili (Uncc),
sottolineando che “occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perche’ la futura ripresa, che e’ indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia, possa avvenire in condizioni di sicurezza”. Gli avvocati civilisti chiedono quindi al Governo che “sia confermato il rinvio di tutti i processi civili di primo grado e la sospensione dei relativi termini (anche, ove ritenuto, per l’instaurazione di giudizi nuovi, o di nuove fasi di quelli pendenti)” e che “siano esclusi dalla sospensione
quelli dichiarati urgenti dalla legge o dal giudice e quelli per i quali il giudice ritenga che la celebrazione delle udienze con la partecipazione dei difensori non sia indispensabile, e possa essere sostituita dalla trattazione scritta, nel rispetto del principio del contraddittorio”. Inoltre, secondo le Camere civili, deve essere “vietata” la “trattazione mediante la partecipazione personale alle udienze dei difensori, salvo in
ogni caso il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio”. Per i soli processi urgenti, e limitatamente al periodo di durata della sospensione, sollecitano ancora gli avvocati dell’Uncc, prevedere che “l’udienza possa essere tenuta in video conferenza, (secondo i protocolli approvati in sede locale, o in subordine, il protocollo intervenuto tra Csm e Cnf), salvo, anche in questo caso, il rispetto del diritto di  difesa e del principio del contraddittorio e “cessi la sospensione di tutti i termini dei processi civili pendenti in appello e in Cassazione, con la sola esclusione di quelli in cui il collegio, d’ufficio o su richiesta di una delle parti, dichiari (con ordinanza non impugnabile) che sia necessario celebrare un’udienza, con la partecipazione dei difensori, o anche di terzi”. I civilisti, infine, sollecitano una misura secondo cui “tutte le richieste relative a tali processi, compresa la precisazione delle conclusioni, possano essere formulate per via telematica, e che essi possano essere assegnati a sentenza anche d’ufficio”.

ASKANEWS
Coronavirus, Unione Camere Civili: ripresa, ma in sicurezza – Roma, 7 apr.
L’Unione Nazionale delle Camere Civili – UNCC, l’associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani, chiede al governo e alle Istituzioni competenti di predisporre tutte le misure necessarie perché, una volta superata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa efficace e in piena sicurezza dell’attività giudiziaria. UNCC ha sempre avuto ben chiaro il problema della salute degli operatori del diritto e per questo, sin dal 3 marzo scorso, ha chiesto che venisse sospesa ogni attività giudiziaria, con esclusione di quelle urgenti. Tale richiesta è stata accolta, e UNCC ha manifestato il proprio apprezzamento. Oggi, però, occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perché la futura ripresa – che è indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia – possa avvenire in condizioni di sicurezza. Innanzitutto sicurezza per la salute di tutti coloro che lavorano o frequentano per esigenze professionali i Tribunali e gli Uffici giudiziari, perché la salute è un bene che prevale su ogni altra esigenza. Ma anche sicurezza per i cittadini e per i loro diritti, dei quali nei processi si discute e si decide: a tutti i cittadini, infatti, si deve continuare a garantire un processo giusto, che si svolga davanti ad un giudice, come prescrive l’art. 111 della Costituzione, e pubblicamente, come impone l’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. Le esigenze rappresentate dall’UNCC “non sono in contrasto tra loro, ma è anzi possibile contemperarle. Pertanto si richiede al Governo che sia “confermato il rinvio di tutti i processi civili di primo grado e la sospensione dei relativi termini (anche, ove ritenuto, per l’instaurazione di giudizi nuovi, o di nuove fasi di quelli pendenti)”. E poi che “siano esclusi dalla sospensione quelli dichiarati urgenti dalla legge o dal giudice e quelli per i quali il giudice ritenga che la celebrazione delle udienze con la partecipazione dei Difensori non sia indispensabile, e possa essere sostituita dalla cd. trattazione scritta, nel rispetto del principio del contraddittorio”; Poi che “sia vietata la trattazione mediante la partecipazione personale alle udienze dei Difensori, salvo in ogni caso il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio”; E quindi “per i soli processi urgenti, e limitatamente al periodo di durata della sospensione, l’udienza possa essere tenuta in video conferenza, (secondo i protocolli approvati in sede locale, o in subordine, il protocollo intervenuto tra CSM e CNF), salvo – anche in questo caso – il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio”; “Cessi la sospensione di tutti i termini dei processi civili pendenti in appello e in Cassazione, con la sola esclusione di quelli in cui il Collegio, d’ufficio o su richiesta di una delle parti, dichiari (con ordinanza non impugnabile) che sia necessario celebrare un’udienza, con la partecipazione dei Difensori, o anche di terzi”. UNCC richiede, infine, che tutte le richieste relative a tali processi, compresa la precisazione delle conclusioni, possano essere formulate per via telematica, e che essi possano essere assegnati a sentenza anche d’ufficio.

ADNKRONOS
CORONAVIRUS: UNIONE CAMERE CIVILI, MISURE PER RIPRESA UDIENZE IN SICUREZZA = Roma, 7 apr.

Predisporre tutte le misure necessarie perché, una volta superata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa efficace e in piena sicurezza dell’attività giudiziaria. E’ quanto chiede al governo l’Unione nazionale delle camere civili, Uncc, l’associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani. “Occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perché la futura ripresa, che è
indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia possa avvenire in condizioni di sicurezza”, sottolineano i civilisti. Innanzitutto “sicurezza per la salute di tutti coloro che lavorano o frequentano per esigenze professionali i Tribunali e gli Uffici giudiziari, perché la salute è un bene che prevale su ogni altra esigenza. Ma anche sicurezza per i cittadini e per i loro diritti, dei quali nei processi si discute e si decide: a tutti i cittadini, infatti, si deve continuare a garantire un processo giusto, che si svolga davanti ad un giudice. Tutte queste esigenze non sono in contrasto tra loro, ma è anzi possibile contemperarle”. Pertanto, Uncc richiede al Governo “che sia confermato il rinvio di tutti i processi civili di primo grado e la sospensione dei relativi termini (anche, ove ritenuto, per l’instaurazione di giudizi nuovi, o di nuove fasi di quelli pendenti)”, che “siano esclusi dalla sospensione quelli dichiarati urgenti dalla legge o dal giudice e quelli per i quali il giudice ritenga che la celebrazione delle udienze con la partecipazione dei Difensori non sia indispensabile, e possa essere sostituita dalla cosiddetta trattazione scritta, nel rispetto del principio del contraddittorio”, che “sia vietata la
trattazione mediante la partecipazione personale alle udienze dei Difensori, salvo in ogni caso il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio”. I civilisti chiedono ancora che “per i soli processi urgenti, e limitatamente al periodo di durata della sospensione, l’udienza possa essere tenuta in video conferenza, (secondo i protocolli approvati in sede locale, o in subordine, il protocollo intervenuto tra Csm e Cnf), salvo, anche in questo caso, il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio” e che
“cessi la sospensione di tutti i termini dei processi civili pendenti in appello e in Cassazione, con la sola esclusione di quelli in cui il Collegio, d’ufficio o su richiesta di una delle parti, dichiari (con ordinanza non impugnabile) che sia necessario celebrare un’udienza, con la  partecipazione dei Difensori, o anche di terzi”. Uncc richiede, infine, “che tutte le richieste relative a tali processi, compresa la precisazione delle conclusioni, possano essere formulate per via telematica, e che essi possano essere assegnati a sentenza anche d’ufficio.

Il Sole 14 Ore Radiocor Plus
Coronavirus: Camere Civili (Uncc), predisporre ripresa giustizia ma in sicurezza
L’Unione Nazionale delle Camere Civili – UNCC chiede al Governo e alle Istituzioni competenti di predisporre “tutte le misure necessarie perche’, una volta superata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa efficace e in piena sicurezza dell’attivita’ giudiziaria”. “Oggi – prosegue la nota -, occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perche’ la futura ripresa – che e’ indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia – possa avvenire in condizioni di sicurezza”. “Innanzitutto sicurezza per la salute di tutti coloro che lavorano o frequentano i Tribunali ma anche dei cittadini”. Pertanto, UNCC richiede al Governo che sia confermato il rinvio di tutti i processi civili e la sospensione dei relativi termini; siano esclusi dalla sospensione quelli dichiarati urgenti; sia vietata la trattazione mediante la partecipazione personale alle udienze dei Difensori; per i soli processi urgenti, l’udienza possa essere tenuta in video conferenza; cessi la sospensione di tutti i termini dei processi civili pendenti in appello e in Cassazione. Infine, UNCC chiede che tutte le richieste relative a tali processi, compresa la precisazione delle conclusioni, possano essere formulate per via telematica, e che essi possano essere assegnati a sentenza anche d’ufficio.

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