Ddl concorrenza: civilisti, torni all’esame delle Camere

05/08/2017
Ddl concorrenza: civilisti, torni all’esame delle Camere

COMUNICATO STAMPA UNCC

Ddl concorrenza: civilisti, torni all’esame delle Camere

L’Unione Nazionale Camere Civili condivide ed appoggia, facendolo proprio,  l’appello al Presidente Mattarella per rinviare alle Camere la legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvata definitivamente dal Senato della Repubblica, rivolto dal Presidente del Cnf Andrea Mascherin e dal coordinatore dell’Organismo congressuale forense Antonio Rosa.

Le criticità, più volte sottolineate dall’Avvocatura, riguardano in primo luogo l’ingresso dei soci di capitale: il rischio è quello che il capitale condizioni la libertà professionale nell’assunzione del mandato professionale; l’indipendenza dell’avvocato è valore fondamentale nell’esercizio della professione, necessario nella nostra società.

Entrando soci finanziatori, questi decideranno se e come assistere un cliente e la responsabilità poi professionale ricadrà esclusivamente sull’avvocato

Manca del tutto l’aspetto dell’inquadramento fiscale dei redditi della società tra avvocati, così come manca il profilo del trattamento previdenziale e dei rapporti con le casse previdenziali

Manca la disciplina degli obblighi di informazione della società nei confronti del cliente, manca la regolamentazione che eviti conflitti di interesse, manca la disciplina della ragione sociale e della sorte di essa in caso di cessazione della qualità di socio.

Si auspica vivamente che tale legge ritorni all’esame delle Camere per riesaminare i profili sottolineati nell’interesse primario dei cittadini e della società.

Non è ammissibile né condivisibile dall’Avvocatura che il potere economico detti le regole di una società civile e democratica, scardinando i valori fondamentali delle libere professioni, a danno dei cittadini: si avrà una giustizia viziata e non più giusta.

Un maggior ascolto dell’avvocatura da parte della politica, magari “ a monte” dei provvedimenti e decreti che si licenziano e su cui poi non si può tacere e si rincorrono in diversi emendamenti cercando di tamponare e correggere criticità evidenti , sarebbe davvero auspicabile.

Roma, 4 agosto 2017

 

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