Giustizia:civilisti, Governo e Parlamento desistano da misure destinazione Italia

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Comunicato conclusivo assemblea Taormina

Il Governo e il Parlamento “desistano dagli interventi preannunciati” e recepiscano le proposte dell’avvocatura civile “in forma di soluzione alternativa, e cosi’: arbitrato di facile accesso, mediazione facoltativa e volontaria”. Cosi’ l’Unione Camere Civili, riguardo le misure del ‘Piano Destinazione Italia’, in una mozione approvata nella giornata conclusiva dell’assemblea nazionale a Taormina. I civilisti guidati da Renzo Menoni restano critici sul provvedimento. E denunciano una “inaccettabile disparita’ di trattamento e tutela e un ostacolo all’accesso alla giustizia” riguardo l’estensione delle competenze del Tribunale delle Imprese a tutte le controversie sulle transazioni commerciali e soprattutto sulla concentrazione su Milano, Roma e Napoli di tutte le controversie commerciali di cui sia parte una societa’ con sede all’estero. Bocciando le ultime modifiche legislative, dal Decreto del Fare al piano Destinazione Italia, che sono intervenute nell’ordinamento processuale in modo “emergenziale e non strutturale”, l’assise di Taormina e’ stata l’occasione per avanzare proposte concrete per far funzionare meglio e piu’ rapidamente il processo civile, dalla “Corte Nazionale Arbitrale”, alla “Convenzione Partecipativa”, fino al “Tavolo sulla crisi d’impresa” e le soluzioni in tema di mediazione. Il tutto nell’ottica di porre rimedio contro la “deriva economicistica della giustizia civile”.

Roma, 18 ottobre 2013   le agenzie

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