Previdenza: Cassa Forense, tutelati avvocati in difficolta’.L’intervento del presidente Menoni sul Sole 24 Ore

04/02/2014
Previdenza: Cassa Forense, tutelati avvocati in difficolta’.L’intervento del presidente Menoni sul Sole 24 Ore

ROMA, 3 FEB – Contribuzione minima dimezzata con possibilita’ di integrare i propri versamenti nell’arco dei primi otto anni di iscrizione alla Cassa, retrodatazione sino a tre anni per chi si iscrive oggi all’Ente di previdenza, nessun limite di eta’ per beneficiare di quanto previsto dalle nuove norme. Sono questi i punti salienti del Regolamento dei Contributi che disciplinera’ l’ingresso di 50 mila legali nella Cassa forense cosi’ come previsto dalla legge professionale, un testo che ora sara’ trasmesso ai Ministeri Vigilanti per la necessaria approvazione. “Siamo soddisfatti di aver approvato il regolamento entro i termini previsti dalla legge e rispettando le aspettative di migliaia di avvocati che ci chiedevano con urgenza risposte concrete” commenta il presidente dell’Ente previdenziale degli avvocati, Nunzio Luciano, spiegando che il testo “nasce da mesi di confronto con le istituzioni e le associazioni forensi”. Nel dettaglio, il nuovo regolamento prevede la possibilita’ di contributi minimi dimezzati, circa 700 euro all’anno nei primi 8 anni, per gli avvocati che da oggi la legge obbliga all’iscrizione alla Cassa. A fronte del dimezzamento della contribuzione annuale, verranno riconosciuti solo sei mesi di anzianita’ contributiva ai fini previdenziali, cio’ per garantire la sostenibilita’ finanziaria del sistema. La Cassa offre pero’ al professionista la possibilita’ di integrare quanto versato sino agli otto anni successivi all’iscrizione. E le nuove norme si applicano a tutti gli avvocati senza limiti d’eta’, perche’ “e’ ormai evidente che la crisi dell’Avvocatura e’ intergenerazionale e colpisce i giovani come gli ultra-quarantenni”, precisa Luciano. “Il regolamento offre ai professionisti in difficolta’ una speranza per il presente e per il futuro – conclude il presidente – Cio’ vale sia per i 50 mila che la nuova legge forense obbliga all’iscrizione alla Cassa sia per i 37 mila legali gia’ iscritti ma che oggi non hanno redditi sufficienti per assolvere agli obblighi previdenziali”. (ANSA).

Il presidente dell’Unione nazionale Camere Civili interviene Il Sole24Ore

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