Giustizia: Alpa (Cnf), Governo cambi passo su processo civile

14/01/2014
Giustizia: Alpa (Cnf), Governo cambi passo su processo civile

(AGI) – Roma, 14 gen. – Una “riflessione critica”, che porti il Governo a “cambiare direzione in tema di giustizia civile” e a “fare chiarezza sul pieno riconoscimento dell’Avvocatura come professione che esprime competenze e capacita’ propositive”. Lo chiede il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, in un’intervista pubblicata sulla newsletter del Cnf. “L’ Avvocatura e’ messa con le spalle al muro – rileva Alpa – deve contribuire, e talvolta reagire, quando i provvedimenti sono presi, e poi debbono essere corretti. Occorre dunque un cambio di passo del quale, sono certo, il Governo non si pentira’: l’Avvocatura rappresenta una risorsa anche in funzione sussidiaria. E gli investimenti che gli Ordini forensi, pur nelle difficolta’ del momento, attuano gia’ nelle cancellerie, nel processo telematico, ne sono prova tangibile”. Per il presidente del Consiglio forense, il ddl delega in materia di giustizia civile, varato lo scorso dicembre in Consiglio dei ministri, e’ “una iniziativa incomprensibile e giuridicamente inaccettabile. Il Cnf – ricorda Alpa – ha immediatamente fatto sentire la sua voce contraria: l’ Avvocatura non puo’ apprendere le notizie dal giornale, non solo quando vi sono disposizioni che riguardano il ruolo processuale dell’avvocato, ma soprattutto quando le disposizioni riguardano la posizione del cittadino nel processo”. Per il Cnf, in particolare, la previsione di una responsabilita’ solidale dell’avvocato con l’assistito in caso di accertata lite temeraria “e’ una norma che viola uno dei principi cardine della professione forense: l’avvocato non si identifica con gli interessi del cliente; risponde del suo operato al cliente, risponde della osservanza della deontologia, ma non puo’ essere sanzionato per la difesa fatta a vantaggio del cliente. E’ anche un principio di democrazia – osserva Alpa – la lite temeraria potrebbe diventare un’arma per imbavagliare l’ avvocato e quindi l’avvocatura. Anche l’Anm lo ha rilevato”. Il Consiglio forense, dunque, chiedera’ un’audizione in Parlamento sul tema “per far comprendere – conclude Alpa – la gravita’ dell’iniziativa e la rilevanza della nostra critica, auspicando che intervenga con decisione e che il Governo ne comprenda le ragioni”.

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